Startup story #7 - MicThera
USI Startup Centre
28 october 2024
Il cancro alla prostata è il tumore più comune negli uomini e una delle principali cause di mortalità per cancro nel mondo. Sebbene i pazienti rispondano bene alle terapie disponibili, la resistenza emerge nel 10% di tutti i casi diagnosticati. MicThera, una spin-off dell'Istituto oncologico di ricerca affiliato all'USI, si concentra sullo sviluppo di terapie derivate dal microbioma per rivoluzionare il trattamento del cancro alla prostata. Nicolò Pernigoni, co-fondatore e CEO, ricercatore e candidato EMBA, parla del loro percorso dal laboratorio alla startup in questa breve intervista.
Cosa fa MicThera?
MicThera sta sviluppando terapie ispirate al microbioma basate sulle scoperte preliminari che suggeriscono che i batteri commensali dei pazienti oncologici producono molecole anticancro che potrebbero essere utilizzate per trattare la malattia. Il progetto nasce da ricerche sull'influenza del microbiota sull'efficacia della deprivazione androgenica, una delle terapie più utilizzate per il cancro alla prostata, condotte dal Prof. Andrea Alimonti, dalla Dr.ssa Elena Zagato, dalla Prof.ssa Arianna Calcinotto e dal sottoscritto presso l'IOR di Bellinzona. Queste ricerche hanno portato a una domanda di brevetto presentata con il supporto dell'USI Transfer.
Cosa avete raggiunto finora e quali sono i vostri prossimi obiettivi?
Nel dicembre 2022, abbiamo vinto il primo premio al Boldbrain Startup Challenge, che ha dato una spinta allo sviluppo del progetto. Nel 2023, abbiamo costituito una società a Bellinzona e, all'inizio di quest'anno, abbiamo chiuso un round di finanziamento seed guidato da Indaco Venture Partners. Attualmente stiamo valutando diversi asset e ci aspettiamo di identificare un lead terapeutico nei prossimi mesi per avviare il processo di sviluppo preclinico. Naturalmente, molte cose sono cambiate e si sono evolute da quando abbiamo avviato il progetto, incluso il modello di business, la strategia e il prodotto stesso.
In breve tempo sei passato dall'essere un ricercatore a costruire un'azienda. Com'è stata questa transizione per te?
Mio zio è un imprenditore e ho trascorso molto tempo con lui quando ero più giovane, osservando come lavorava, anche se in un campo completamente diverso. Quindi ho sempre pensato che avviare la mia azienda potesse essere qualcosa che mi sarebbe piaciuto fare, ma non puoi mai esserne sicuro finché non provi. Mi piace fare scienza non solo come ricercatore accademico, ma anche come imprenditore. Per me, il cambiamento più grande è stato probabilmente nel mio modo di pensare e di agire. Come imprenditore, devi considerare molti aspetti affinché la tua azienda abbia successo. L'dea è solo una parte, e sicuramente sto ancora imparando molto in questo percorso.
Quale consiglio daresti ai ricercatori che pensano di avviare una startup?
Innanzitutto, di fare attenzione quando si presenta la propria ricerca e assicurarsi di prendere i passi necessari per brevettare e proteggere le proprie invenzioni. Inoltre, è molto utile costruire una rete pertinente di esperti e mentor di cui fidarsi e a cui rivolgersi per consigli e feedback, soprattutto se è la prima experienza imprenditoriale.
3 brevi domande per concludere:
- Come definiresti il tuo percorso imprenditoriale finora? - Intenso, impegnativo e gratificante
- Dove ti vedi tra 10 anni? – Speriamo di fare un exit e passare al prossimo progetto
- Un aspetto inaspettato del tuo percorso imprenditoriale? – Non mi aspettavo di dover gestire così tanti contratti e parlare così spesso con gli avvocati