Startup story #19 - VISUA

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USI Startup Centre

17 march 2025

Rilevamento di marchi contraffatti, autenticazione di prodotti, monitoraggio del proprio brand, analisi delle performance di campagne pubblicitarie: tutte queste attività si basano sulla tecnologia di riconoscimento delle immagini sviluppata da VISUA, un fornitore leader del settore scelto da molti brand internazionali, e nato proprio in Ticino. In questa breve intervista, Luca Boschin, CEO e co-fondatore, condivide il suo percorso imprenditoriale e racconta la storia di VISUA.

 

Cosa fa oggi VISUA e da dove è partita l’idea?

In VISUA, la nostra tecnologia di riconoscimento delle immagini, in particolare di loghi, viene sviluppata e commercializzata ai nostri clienti, che possono poi utilizzarla per creare differenti tipologie di prodotti a seconda delle loro necessità, che variano da strumenti di monitoraggio dei media a piattaforme di rilevamento delle contraffazioni. Non ci siamo allontanati troppo dall’idea originale di VISUA, nata proprio con l’idea di sviluppare un’app che scansionasse i loghi e fornisse informazioni dettagliate sul prodotto, con l’eccezione che oggi ci focalizziamo solamente sulla sua tecnologia. Con il passare degli anni, abbiamo iniziato ad operare con un modello B2B, concedendo in licenza la nostra tecnologia a diverse aziende, senza sviluppare direttamente il prodotto finale.

 

Come siete riusciti ad identificare il problema del riconoscimento di loghi e marchi online?

Tutto è nato dalla curiosità. Il mio socio Alessandro e io ci siamo sempre divertiti a sperimentare con ogni tipo di app e prodotto. Alessandro era il tecnico, io invece ero quello che usciva e presentava le nostre idee ai potenziali clienti. Durante questi esperimenti, ci siamo accorti che sul mercato mancava uno strumento affidabile per il riconoscimento dei loghi. All’epoca, Alessandro stava facendo il dottorato in image recognition presso il Politecnico di Zurigo (ETH), così abbiamo deciso di crearne uno noi e fondare VISUA. Non avevamo alcuna esperienza imprenditoriale, quindi abbiamo semplicemente testato diverse idee, iterato il prodotto più e più volte, parlando con il maggior numero possibile di persone. Alla fine, ci siamo resi conto che molte aziende erano più interessate alla tecnologia sottostante piuttosto che a un’app per i consumatori.

 

Il panorama tecnologico evolve rapidamente. Come vi assicurate di rimanere al passo differenziarvi dalla concorrenza?

La chiave è non lasciarsi spaventare. Le nuove tecnologie possono anche diventare un vantaggio, se riesci a integrarle in modo che creino valore per i tuoi clienti. Il nostro è un mercato di nicchia. Quando abbiamo iniziato, c’erano diversi concorrenti più grandi di noi negli Stati Uniti. Siamo sopravvissuti e oggi siamo tra i pochi rimasti nel settore. Dalla mia esperienza, il fattore chiave è ascoltare i clienti e adattare il prodotto per aiutarli a raggiungere i loro obiettivi.

 

VISUA ha sede in Irlanda. Perché avete deciso di trasferirvi lì?

Abbiamo iniziato mentre io studiavo all’USI e Alessandro faceva il dottorato all’ETH di Zurigo, portando avanti il progetto parallelamente.

Nel 2014, abbiamo fondato l’azienda e ottenuto il nostro primo finanziamento. Tra gli investitori c’era anche il governo irlandese, che ci ha invitati a visitare Dublino. Lì abbiamo trovato un ecosistema vivace, con molte startup e grandi aziende tech. Ci siamo subito resi conto che era un’opportunità unica per imparare da altre realtà. Oggi la nostra azienda opera completamente da remoto con quasi 50 dipendenti ed io sono tornato a Lugano.

 

L’azienda è passata da 2 a 50 dipendenti. È stato difficile per te come CEO?

Ci sono sempre alti e bassi, si tratta di fare ciò che è necessario, anche quando può sembrare difficile. Finché i clienti vogliono acquistare la tua soluzione e l’azienda è in crescita, si troveranno sempre le risposte ad ogni problema. Abbiamo avuto la fortuna di attrarre persone di talento, che condividono i nostri valori e il nostro approccio. Serve un po’ di fortuna, ma soprattutto una chiara visione di ciò che si sta cercando.

 

3 domande veloci per concludere:

  • Qual è la competenza più importante per un imprenditore? – Dipende dall’azienda e dal settore, ma nel mio caso direi non arrendersi facilmente.
  • Il tuo più grande punto di forza e debolezza? – La resilienza, è sia un pregio che un difetto, perché può portarti facilmente ad un vicolo cieco. Ecco perché è fondamentale avere all’interno del proprio team persone che mettano in discussione le tue scelte.
  • Cosa vi ha tenuti uniti come team di fondatori? – Ci siamo sempre divertiti, indipendentemente dal lavoro. Passare del tempo insieme è sempre stato naturale. Ma anche avere competenze complementari ha giocato un ruolo importante.