Startup Story #21 - Gondola
USI Startup Centre
31 march 2025
I trattamenti invasivi che richiedono lunghi tempi di somministrazione sono stati, per molti anni, l’approccio standard per affrontare disturbi di equilibrio e deambulazione causati da malattie neurologiche. Gondola, una startup medtech, sta cercando di ridefinire l’approccio a queste sfide con il suo dispositivo medico Gondola®, basato sul trattamento AMPS (Stimolazione Meccanica Periferica Automatizzata) e supportato da numerosi studi clinici e scientifici. Questa soluzione innovativa non invasiva è facile da usare e porta miglioramenti significativi nella deambulazione in pochi minuti. In questa breve intervista, Francesco Cecchini, co-fondatore e CEO, racconta il percorso della startup e l'evoluzione del progetto.
Come è nata l’idea di Gondola?
L’idea iniziale nasce dal mio co-fondatore, Stefano, esperto in neuroriabilitazione, che da anni lavorava su tecniche riabilitative avanzate. Durante i suoi studi si era reso conto che, stimolando il corpo in determinati modi, in particolare tramite stimolazioni localizzate sui piedi, i pazienti con disturbi neurologici potevano riacquisire il controllo di alcune funzioni motorie. Quando ho conosciuto Stefano, non avevo alcuna esperienza nel campo medico e, per essere sincero, ero piuttosto scettico. Tutto è cambiato quando mi ha mostrato un video di una paziente affetta da Parkinson prima e dopo il trattamento, dove questa persona aveva ripreso a camminare quasi normalmente. Sono rimasto sbalordito. Quel momento mi ha spinto a confrontarmi con medici, ricercatori ed esperti del settore per capirne il reale potenziale della soluzione. Un anno dopo, nel 2011, abbiamo fondato Gondola.
Cosa fa Gondola e in cosa si differenzia dai trattamenti esistenti?
Il nostro dispositivo stimola dei punti specifici sulla pianta dei piedi del paziente, in particolare nelle zone dell’alluce e dell’articolazione metatarsale. Una singola sessione di trattamento dura meno di due minuti e può migliorare in modo significativo il controllo motorio, ripristinando l’equilibrio e la capacità di camminare fino a un periodo di tre giorni. Tramite un utilizzo regolare, molti pazienti sperimentano benefici duraturi nel tempo. I trattamenti standard per il Parkinson presenti sul mercato si basano principalmente su farmaci o su soluzioni di natura invasiva come la Stimolazione Cerebrale Profonda (DBS). Infatti, ad oggi, non esiste un altro dispositivo in grado di offrire i benefici di Gondola®, in modo così rapido e non invasivo. Tuttavia, il percorso verso l’adozione di questo approccio non è semplice perché i neurologi sono abituati alle classiche soluzioni farmacologiche o chirurgiche. Per questo investiamo continuamente in studi clinici per supportare i risultati ottenuti con prove scientifiche solide.
Chi sono i vostri clienti e come usano il dispositivo?
Offriamo due versioni del dispositivo Gondola®. La versione professionale viene utilizzata nei centri partner e nelle strutture riabilitative per testare la risposta del paziente al trattamento. Se i risultati sono positivi, il paziente può acquistare un dispositivo per uso domestico, personalizzato e modellato in 3D sulla forma del piede per garantire massima precisione e comfort. Entrambe le versioni assicurano la medesima terapia, ma il dispositivo per uso domestico consente ai pazienti di gestire il trattamento in totale autonomia.
Non hai una formazione medica, come hai affrontato il passaggio al settore medtech?
Il mio background è in economia e management, non in medicina o ingegneria biomedica. Ma la passione per il problema che volevamo risolvere ha fatto la differenza. Ho studiato tutto quello che potevo sul Parkinson, sulle normative e sulla conformità dei dispositivi medici, imparando ad interagire con neurologi e operatori sanitari.
Quali sono i vostri prossimi traguardi?
Nel breve termine, i nostri obiettivi principali sono raccogliere nuovi fondi, ottenere l’approvazione per il rimborso da parte dei sistemi sanitari e assumere una nuova figura nel team che supporti la nostra crescita. Nel lungo periodo, anche se abbiamo già pubblicato diversi studi scientifici, siamo determinati a produrre sempre più evidenze affinché la nostra terapia possa raggiungere e aiutare il maggior numero possibile di pazienti.
3 brevi domande per concludere:
- Qual è la parte più difficile dell’essere imprenditore? L’incertezza finanziaria e la costante ricerca di resilienza.
- Come ricarichi le batterie? Mi dedico ai miei hobby e trascorro del tempo con amici e famiglia.
- Dove ti vedi tra 10 anni? Lavorando su un altro progetto o condividendo ciò che ho imparato per aiutare altri imprenditori a evitare i miei errori.