Startup Story #23 - GR3N

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USI Startup Centre

14 april 2025

I materiali in plastica, in particolare multistrato, rappresentano una delle maggiori sfide per il riciclo, a causa dei contaminanti e degli additivi presenti. GR3N, startup con sede in Ticino, intende affrontare questo problema con la sua tecnologia brevettata MADE (Microwave Assisted DEpolymerization), in grado di scomporre i rifiuti plastici nei loro componenti fondamentali, senza comprometterne la qualità. Il materiale ottenuto da questo processo non è più PET riciclato, ma un nuovo polimero creato a partire da monomeri rigenerati. In questa breve intervista, Maurizio Crippa, CEO e co-fondatore, racconta l’evoluzione dell’azienda e le sfide legate all’industrializzazione.

 

Com’è nata GR3N?

Tutto è cominciato oltre dieci anni fa. All’epoca ero ricercatore all’Università di Milano e passavo gran parte del mio tempo in laboratorio tra reazioni e purificazioni. Un giorno, riflettendo sul problema dei vassoi in plastica non riciclabili, casualmente abbiamo avuto l’idea di testare la depolimerizzazione del poliestere tramite processi microwave-assisted, una soluzione capace di superare l’ostacolo economico che fino ad allora aveva impedito l’adozione di nuove tecnologie nel settore. Dopo mesi trascorsi ad effettuare test in laboratorio, e superate alcune difficoltà all’interno del team, abbiamo costituito la società in Svizzera, siamo stati accettati nel programma di incubazione all’USI Startup Centre (all’epoca CP Start-Up) e abbiamo iniziato a sviluppare passo dopo passo la tecnologia.

Quali sono stati i traguardi più importanti raggiunti di GR3N finora?

Portare un processo chimico dal laboratorio a una scala industriale è un percorso lungo e complesso, soprattutto nel campo della chimica industriale; infatti, uno dei nostri primi traguardi è stato lo sviluppo di un proof-of-concept, utilizzando esperimenti di base e componenti di seconda mano. Successivamente abbiamo ottenuto due finanziamenti europei, grazie ai quali abbiamo costruito il nostro primo impianto dimostrativo, per poi arrivare alla realizzazione di un impianto pre-industriale, oggi completamente operativo. Più recentemente, abbiamo completato l’ingegneria di base per il nostro primo impianto industriale su larga scala, che verrà realizzato in Spagna in collaborazione con il nostro investitore industriale, Intecsa Industrial.

Hai menzionato l’importanza dei fondi europei. Quanto è stato cruciale questo supporto?

I fondi europei sono stati essenziali, senza di essi nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Nelle fasi iniziali, il rischio era troppo elevato per attirare investimenti privati e questi fondi pubblici ci hanno dato l’opportunità di costruire, testare e perfezionare la nostra tecnologia, permettendoci di presentarci agli investitori avendo già con una demo funzionante.

 

Cosa rende la vostra tecnologia differente rispetto ai metodi tradizionali?

La differenza principale è che la maggior parte delle aziende si concentra sul riciclo meccanico, funzionante però solo su polimeri puliti e non contaminati, e non efficace su materiali come i tessuti o le plastiche colorate, mentre noi ci concentriamo sul riciclo chimico. Con la nostra tecnologia proprietaria MADE (Microwave Assisted DEpolymerization), basata su un processo di depolimerizzazione microwave-assisted, siamo in grado di scomporre qualsiasi tipo di plastica PET e poliestere nei suoi due componenti base (monomeri PTA e MEG), i quali possono poi essere riassemblati per ottenere un prodotto equivalente alla plastica vergine. Questa metodologia permette quindi anche il riciclo di altri materiali come i tessuti in poliestere, che rappresentano circa il 66% del mercato.

 

Chi sono i vostri clienti e come porterete la vostra tecnologia sul mercato?

Nel portare la nostra soluzione sul mercato, siamo supportati da un solido partner EPC (Engineering, Procurement, and Construction), che è diventato anche investitore strategico e ci ha aiutato enormemente a colmare il divario preesistente verso l’industrializzazione. Per quanto riguarda i nostri clienti, lavoriamo con partner industriali interessati ad acquistare e gestire impianti basati sulla nostra tecnologia. Il nostro modello si basa sulla concessione in licenza, che comprende non solo i diritti d’uso, ma anche la fornitura dei reattori a microonde e di un pacchetto base per assicurare un’implementazione efficace.

 

3 brevi domande per concludere:

  • Come ricarichi le batterie? - Godendomi la montagna con la mia famiglia.
  • Cosa cerchi in una nuova persona da inserire nel team? - In questo momento, mi baso soprattutto sulle competenze, il resto è questione di istinto.
  • Qual è il tuo sogno? - Il mio sogno è la mia vita. La sto vivendo. Ogni giorno è un passo per renderlo sempre più reale.