Startup story #24 - MethylX
USI Startup Centre
28 april 2025
La maggior parte delle terapie contro il cancro non riesce a colpire e bloccare efficacemente l’azione dei fattori di trascrizione, proteine considerate "undruggable", che regolano l’espressione genica e sono coinvolte nella crescita e nello sviluppo tumorale. MethylX, spin-off biotech nata dall’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB) situato a Bellinzona ed affiliato all’USI, sta sviluppando una terapia rivoluzionaria a base di anticorpi che agisce su una forma metilata di ERG (mERG), uno dei fattori chiave coinvolti nello sviluppo del tumore alla prostata. In questa breve intervista, Andrea Cavalli e Concetta Guerra condividono la storia dietro al loro progetto e cosa li motiva nella loro missione.
Com’è nata MethylX?
È difficile indicare un solo momento, MethylX ha attraversato diverse situazioni chiave lungo il suo percorso. Tutto è iniziato anni fa, con la scoperta – fatta in collaborazione con Carlo Catapano e Giuseppina Carbone dell’IOR - che nel tumore alla prostata alcuni fattori di trascrizione subiscono una specifica modifica chimica chiamata metilazione, la quale rende le cellule tumorali più "aggressive". Questo ci ha portati a sviluppare un mini-anticorpo in grado di legarsi selettivamente alla forma metilata del fattore di trascrizione chiamato ERG, bloccandone di fatto la funzione. L’ultima importante svolta è arrivata con la consapevolezza che modifiche chimiche come la metilazione, potessero verificarsi anche in altre tipologie di tumori: questa intuizione ha portato allo sviluppo di una piattaforma potenzialmente in grado di bloccare l’azione pro-tumorale di un’ampia gamma di fattori che fino ad oggi non è stato possibile colpire. Oggi abbiamo un team con esperienze complementari, capace di poter affrontare i prossimi passi. Andrea ha una formazione in fisica e matematica e porta con sé oltre 20 anni di esperienza nella generazione di modelli e simulazioni computazionali per lo sviluppo di nuovi farmaci; mentre Concetta ha una formazione in biotecnologie farmaceutiche e biologia cellulare, e contribuisce nella parte di ricerca sperimentale e di applicazioni traslazionali.
Cosa vi ha ispirati a trasformare il vostro progetto di ricerca in una startup?
Non è stata una decisione immediata, ma un pensiero che si è sviluppato gradualmente nel tempo. Durante le attività di ricerca abbiamo iniziato a notare risultati solidi e consistenti nei nostri esperimenti, cominciando così a prendere coscienza del potenziale terapeutico della nostra scoperta. Nel momento in cui ci siamo resi conto che potevamo avere tra le mani qualcosa in grado di avere un impatto reale e concreto sulla vita dei pazienti oncologici, è diventato immediatamente chiaro che questo meritava di essere portato oltre i confini del laboratorio.
In cosa si differenzia la vostra soluzione dalle altre alternative esistenti?
I fattori di trascrizione sono una classe di proteine fondamentali nella progressione tumorale, ma da sempre considerati "non bersagliabili" a causa della loro localizzazione intracellulare e dell’assenza di siti di legame ben definiti. Dei 2.000 fattori di trascrizione noti, circa 170 hanno un ruolo nello sviluppo e nella progressione di diversi tipi di tumore, ma solo per pochissimi di questi sono state sviluppate delle terapie efficaci. L’approccio di MethylX è unico perché si basa sulla scoperta di una modifica chimica specifica, una metilazione, del fattore di trascrizione ERG, che si verifica esclusivamente nelle cellule tumorali. Su questa base, abbiamo sviluppato un mini-anticorpo in grado di legarsi e bloccare selettivamente la funzione pro-tumorale della versione modificata di ERG, senza intaccare le cellule sane. Questo approccio porterà alla generazione di un nuovo spazio terapeutico, che sfrutta un metodo di somministrazione basato sul DNA e ha già dimostrato una straordinaria efficacia negli studi di laboratorio.
Quali sono i vostri prossimi obiettivi?
Abbiamo recentemente ottenuto un finanziamento da parte di Innosuisse per portare avanti una fase di sviluppo preclinico di 18 mesi in collaborazione con gli esperti di cancro alla prostata dello IOR. Durante questo periodo puntiamo a finalizzare il nostro IND-enabling package, necessario per valutare la sicurezza e l’efficacia del nostro farmaco prima di avviare gli studi clinici sull’uomo. Dopodiché, prevediamo di costituire formalmente l’azienda e perfezionare la nostra piattaforma per poter così iniziare lo sviluppo di nuove terapie mirate ad altri fattori di trascrizione legati al cancro, ed iniziare poi a coinvolgere potenziali investitori. L’obiettivo a lungo termine è costruire un solido portafoglio di terapie, e non fermarsi solamente ad un farmaco.
3 brevi domande per concludere:
- Come ricaricate le batterie? Correndo, studiando e leggendo.
- Dove vi vedete tra 10 anni? Ancora impegnati a far crescere il progetto, trasformando la scienza in qualcosa che possa davvero cambiare la vita dei pazienti.
- Il miglior consiglio che avete ricevuto finora? Circondarsi di persone con competenze e prospettive diverse dalle proprie.