Startup story #25 - QM Project

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USI Startup Centre

5 may 2025

Dalla previsione dell’ipossia nei piloti aerei all’ottimizzazione delle prestazioni nei trial clinici, QM Project sta costruendo una tecnologia innovativa che porta il “Fattore Umano”, la risposta psicofisica degli individui agli stimoli del mondo reale, all’interno dei complessi sistemi ingegneristici. La startup sta sviluppando una piattaforma proprietaria che utilizza biosensori e dati ambientali per comprendere e prevedere in tempo reale come le persone reagiscono in situazioni critiche, suggerendo le azioni più appropriate. In questa breve intervista, Matteo Bigogno, fondatore e CEO, condivide alcuni spunti sul progetto.

 

Cosa fa QM Project?

La reazione umana ("Il Fattore Umano") a una situazione critica può influenzare in modo significativo l’esito, portando a conseguenze indesiderate. Noi costruiamo modelli basati sull'Intelligenza Artificiale e Machine Learning in grado di interpretare e prevedere la correlazione tra fattori ambientali e risposte umane in situazioni estreme. Per realizzarlo, stiamo sviluppando una piattaforma proprietaria capace di integrare una vasta gamma di sensori e dispositivi indossabili, offrendo una visione globale e in tempo reale delle performance umane. Con questo approccio unico nel settore, possiamo operare in diversi ambiti, dall’addestramento all’ottimizzazione prestazionale, fino alla ricerca medico-scientifica, ovunque le decisioni umane prese in contesti critici, influenzino gli esiti finali.

 

Come funziona la vostra piattaforma?

La piattaforma raccoglie ed elabora bio-segnali e dati telemetrici, ovvero la raccolta e trasmissione remota di dati ambientali e situazionali provenienti da sensori e dispositivi. Utilizzando algoritmi di Machine Learning, la piattaforma è in grado di identificare pattern e prevedere rischi come ipossia, sovraccarico da stress o possibili reazioni indesiderate a trattamenti medici. Queste previsioni sono in grado di supportare il processo decisionale umano, sia in tempo reale sia in analisi retrospettiva. Inoltre, la piattaforma consente un apprendimento cross-domain, ad esempio, gli insight ottenuti in ambito aeronautico possono essere applicati ad altri contesti, come l’apnea o i rischi legati all’obesità, rendendo la tecnologia altamente scalabile.

 

Fornite anche interpretazione dei dati o solo analisi?

Forniamo gli strumenti e l’analisi, ma l’interpretazione resta a carico degli esperti del settore. Ad esempio, la nostra piattaforma può rilevare segnali di ipossia, ma sarà sempre il medico a decidere l’azione più opportuna.

 

Cosa avete raggiunto finora e quali sono i prossimi passi?

Stiamo integrando diversi sensori nella nostra piattaforma e l’abbiamo già testata con il nostro partner di ricerca nei Paesi Bassi, raccogliendo e interpretando le reazioni umane in diverse condizioni complesse. I risultati saranno presto pubblicati in diversi articoli accademici. Il nostro prossimo obiettivo è completare la piattaforma e acquisire nuovi clienti in tutta Europa, oltre a stabilire ulteriori collaborazioni di ricerca.

 

3 brevi domande per concludere:

  • Cosa ti motiva a continuare? Ho creduto nel progetto fin dall’inizio e voglio trasformare questa visione in realtà.
  • Qual è la parte più difficile dell’essere imprenditore? Fare tutto da solo, dall’essere CEO a gestire la logistica dei viaggi.
  • Cosa conta di più nella realizzazione di un’idea? Avere sempre un confronto con la realtà, testando e ri-testando le proprie ipotesi.